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Swing, qual è l’etimologia della parola? Alla scoperta del genere musicale

Da Count Basie a Glenn Miller: lo swing è un genere musicale che ha fatto sognare intere generazioni. Ma da cosa deriva la parola “swing”?

Da sempre si pensa allo swing come alla regina dei generi musicali, che ha regnato nelle sale da ballo degli Stati Uniti negli anni ’30 e ’40, e non solo. Insieme alla parola “Jazz”, la parola viene associata alla musica americana per eccellenza, prima che il Boogie Woogie e poi il Rock and Roll gli rubassero la leadership. Ma quella è un’altra storia: qual è invece l’etimologia di “swing”? E come si è evoluta con il passare delle generazioni?

Etimologia

La parola “Swing”, a dispetto del suo uso moderno, deriva sembra dall’Old English “Swingan” che sta per “battere” e “colpire”. In realtà, però, la parola può significare anche flagello, o anche correre, lanciarsi. Ma la radice originaria è ancora più antica, e sembra possa risalire al proto-germanico “swengwanan”. Il significato di “muoversi liberamente”, di “oscillare avanti e indietro”, però, arriva soltanto negli anni’40, quando il genere musicale acquista delle particolarità più marcate e inizia ad aprirsi a un pubblico sempre più vasto.

Negli anni ’50, poi, “swing” ha acquistato un senso transitivo inteso come “oscillare a causa di”. Da sempre, infatti, lo swing era una fonte di intrattenimento in primis, e prima che il genere diventasse rispettabile anche agli occhi della classe dominante conservatrice e bianca, si trattava di un genere musicale riservato ai neri e – secondo lo stereotipo – ai contesti urbani più degradati e poveri.

Con il tempo questo luogo comune ha connotato la musica di un carattere intrinsecamente “ribelle”, al punto che dalla metà degli anni ’60, il verbo “to swing” può significare anche “avere un rapporto sessuale promiscuo” o divertirsi in modo non conformista in generale. Basti pensare anche a personalità carismatiche e iconiche come il grande batterista Gene Krupa.

Oggi, invece, la parola applicata in ambito musicale ha perso la sua connotazione ribelle o sociale, diventando semplicemente espressione di un numero crescente di persone che amano il ballo e la cultura di quegli anni. Ovviamente la parola ha molti altri usi, al di fuori dell’ambito musicale.

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Pubblicato da:
Francesco Nicolini

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